Auto aziendali e Decreto Omnibus: cosa cambia per la gestione delle flotte?
Il quadro normativo sulla fiscalità delle vetture aziendali si aggiorna di nuovo: con le recenti disposizioni del Decreto Omnibus arrivano novità sostanziali che toccano da vicino fleet manager, aziende e dipendenti con auto in uso promiscuo.
Il focus principale? Disincentivare le vetture più datate e spingere sulla sostenibilità.
Con l’obiettivo di accelerare il ricambio generazionale del parco circolante verso modelli più efficienti, le misure chiave includono:
Fringe benefit più alto per le auto con più di 5 anni dalla prima immatricolazione.
Forfait al 5% per gestire in modo più agile e diretto il valore degli optional fuori dalle tabelle ACI.
Continuità fiscale garantita nei casi di riassegnazione del veicolo ad altri dipendenti.
Indicazioni chiare sul periodo transitorio per i contratti e le assegnazioni a cavallo tra il 2024 e il 2025.
Cosa comporta tutto questo nella pratica?
Non parliamo solo di adempimenti burocratici, ma di impatti diretti sulle car policy, sulle strategie di rinnovo e sul Total Cost of Ownership (TCO) aziendale.
Per molte organizzazioni è il momento perfetto per fare il punto della situazione: analizzare l’impatto dei costi, efficientare i processi e cogliere l’occasione per rendere la propria flotta più moderna e green.
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